Lady Gaga con “Born This Way” omaggia gli Anni Novanta

Inserito il Mag 31 2011 - 10:30am di fsfrau

Sembrano essersi concluse le celebrazioni degli sfavillanti Anni Ottanta. È stata la decade più inflazionata e idolatrata degli ultimi periodi, celebrata come epoca d’avanguardia per la moda, la musica ed il creativo modus vivendi. Ma il tormentone degli ultimi mesi è la decade successiva, gli – un tempo anonimi – Anni Novanta. Era un decennio […]

Sembrano essersi concluse le celebrazioni degli sfavillanti Anni Ottanta. È stata la decade più inflazionata e idolatrata degli ultimi periodi, celebrata come epoca d’avanguardia per la moda, la musica ed il creativo modus vivendi.

Ma il tormentone degli ultimi mesi è la decade successiva, gli – un tempo anonimi – Anni Novanta. Era un decennio universalmente noto per il suo essere ignorato, forse perché ancora troppo vicino alle nostre memorie. Oggi è tanto lontano e tutte le menti creative lo rivalutano, riportandolo in auge. Artefice del come-back è in special modo Lady Gaga. Lei, figlia di quei periodi dimenticati, sfoggia, nel 2011, denim, bandane e taglie comode. Il nuovo album, “Born this way”, continua l’attitudine “step back in time”, attingendo dal bacino tanto vasto quanto nostalgico della dance music targata 1990. Chiunque sia vissuto in quegli anni non può dimenticare le estati gioiose a suon di “Rhythm of the night” o di “Think about the way”, rispettivamente di Corona e Alexia. Attitudini elettriche, abbinabili al ritmo incalzante della dance prestata a nostalgiche melodie pop. Per questo il nuovo album di Lady Germanotta diventa un mix di energia vitale, tanto nei testi quanto nelle sonorità. Organi e sax, eccellenti ed emozionali in “Marry the night” e “Hair”, celebrano il vecchio motto gaghiano del “just have some fun” e innestano il nuovo precetto “I’m born this way”. Chitarre, batterie e sintetizzatore aiutano sia per le tracce più spinte in spanglish “Americano”, che per le melodie underground e suggestive come “Heavy metal lover” e “Judas”. Misticismo e sensazioni elettro/gotiche per “Scheibe” e “Bloody Mary”, mentre prevale l’hard rock e un beat underground per “Bad kids”. “Highway unicorn (road to love)” sembra una citazione di “I wanna dance with somebody” di Whitney Houston e “Heavy metal lover” ricorda la melodia di “Poker face”, ma Gaga non si è mai vergognata più di tanto di citare se stessa o alcune colleghe famose. Celebrazione della sua parte cantautorale di pianista è “You and I”, sempre presentata dal vivo nella variante stripped/acustica. “Born this way” ed “Edge of glory” usano giochi vocali tipici dei cori gospel, innalzando lo spirito idealistico dell’esprimere se stessi e di vedere la morte come un trampolino verso la gloria eterna. Nei testi è grande onnipresente niente poco di meno che Gesù. C’è in quasi tutte le tracce e diventa una presenza tangibile; uno stato mentale a cui potersi appoggiare nei momenti di insicurezza, a prescindere dal proprio credo.

Foto|Google

Antonio P.

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