Vuoi un buon pop? Collabora con un dj!

Inserito il Apr 26 2011 - 10:47am di fsfrau

Il pop mondiale diventa sempre più hard: duro ed energico in fatto di suono. Il genere che vanta la maggior parte dei guadagni discografici, cerca e trova nuove fondamenta nelle piste da ballo. Si scova tra i Dj resident delle capitali del divertimento, facendo dei dancefloor di Miami, Ibiza, Mykonos e Londra, vetrine da cui […]

Il pop mondiale diventa sempre più hard: duro ed energico in fatto di suono. Il genere che vanta la maggior parte dei guadagni discografici, cerca e trova nuove fondamenta nelle piste da ballo.

Si scova tra i Dj resident delle capitali del divertimento, facendo dei dancefloor di Miami, Ibiza, Mykonos e Londra, vetrine da cui reclutare i nuovi pionieri della musica commerciale. Fu l’alchimista del pop, Madonna Ciccone, a notare il cambio di rotta in tempi non sospetti. Quasi dieci anni fa, risuonò come un presagio la sua forte stima per la figura del DJ, considerandolo “capace di elevare la qualità di molte canzoni mediocri”. Accade pertanto che i remixer vengano promossi ad autori di album tracks, come nel caso di Paul Oakenfold col brano “Celebration” della stessa Madonna. Il Dj non ha ammorbidito affatto la sua trance-music, restando ben collocato sul proprio credo stilistico ed ottenendo ottimi consensi anche in radio. Pertanto sembra definitivamente conclusa l’era delle band d’oltreoceano, che sedute su scomodi sgabelli, interpretavano gli struggimenti amorosi dei teenagers. Il pop smielato, colmo di arrangiamenti funky e di coreografie in sincro, è defunto. I tempi moderni hanno visto virare la musica verso l’heavy-dance, uno stile che si pone come evoluzione dalla disco anni ‘70 di Giorgio Moroder e come involuzione popolana dell’ house-music da club. È stata Kelis una delle prime cantanti melodiche a prendere consapevolezza della forza dei bassi ed a costruire un intero progetto seguendo questo filone. Il suo ultimo album “Flashtone” ha visto la collaborazione di disc jockey come David Guetta e Benny Banassi, dando luce a una pietra miliare di dance evocativa. Fu proprio il Dj francese Guetta a contaminare di musica house altre star del pop; da Kelly Rowland (ex Destiny’s Child) ai Black Eyed Pease, da Akon a Rihanna. Persino Nelly Furtado si è lasciata condurre da Tiësto verso sonorità elettroniche e ritmi gotici con “Who wants to be alone”. Quest’evoluzione spinge, negli ultimi mesi, moltissimi tra i producer più influenti al mondo ad abbandonare sonorità soft-pop, ispirandosi al sound dei Dj. Il duo norvegese Stargate e la cantautrice (poco più che ventenne) Ester Dean, sono i ghost writers di alcune ballad di Beyoncè e della band inglese Blue. Oggi il trio annovera tra i propri capolavori “Only Girl (in the world)” ed “S&M” di Rhianna, oltre che il ritmo boombastico di “Fireworks”, interpretata da Katy Perry e la hit “Beautiful Monster” di NeYo. Altrettanto addicted al genere dance-trance è l’attuale team creativo di Britney Spears. Il suo ultimo prodotto, “Femme Fatale”, si avvale di autori come Dr. Luke e Max Martin, entrambi da sempre avvezzi alla pop-culture più spiccia e ora gran fenomeni della heavy-dance. Segue la tendenza “On the floor” di Jennifer Lopez, brano d’ispirazione techno, che campiona i sapori latini della “Lambada” dei Kahoma. Ma voglia di groove colpisce persino l’hip hop. La giovane rapper Nicki Minay dopo aver sperimentato, nell’album di debutto “Pink Friday”, attitudini fortemente dance con “Where the girls at?”, sembra si stia già occupando di un nuovo lavoro, che mirerà ad un beat ancor più viscerale.

Foto|Google

Antonio P.

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