Il patriottismo non è qualcosa di cui il popolo italiano è dotato.
Poche opportunità, ricchi sempre più ricchi, poveri sempre più poveri e nonnismo dilagante hanno fatto sì che la coltre di egoismo cosmico che ci affligge, nel nostro paese fosse più densa del comune. Gli unici momenti in cui la maggior parte dei fratelli d’Italia sente lo stretto legame di sangue, sono le partite di calcio della nazionale. Il mondo della moda, e nella fattispecie gli stilisti più attenti alle fantasie nazional popolari, avendo capito il punto debole degli italiani ha pensato bene di infierire sul postulato calcio, bellezza, Italia, patriottismo. Dolce&Gabbana in occasione della vittoria della nazionale sbandieravano su di un paio di slip il tricolore indossato dai corpi ostentanti di muscoli dei calciatori. Lapo Elkann, forte della storia e del valore sociale che l’azienda di famiglia, la Fiat, ha significato, continua a puntare sullo stivale d’Europa. La sua Italian Indipendent vuole sottolineare sempre più il valore qualitativo delle opere manifatturiere made in Italy. In senso lato poi, sono sinonimo d’Italia gli abiti di tutti gli stilisti tinti di verde, bianco e rosso. Armani, Valentino, Ferrè, Ferragamo e Prada sono solo le pochissime punte di diamante che hanno fatto e che faranno dell’Italia sempre, almeno nelle fantasie paradisiache degli americani, il paese della bellezza.
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Antonio P.










