Sciopero generale contro la manovra berlusconiana

Inserito il Set 6 2011 - 9:48am di fsfrau

L’Italia, quella degli onesti lavoratori, non ci sta e protesta con la Cgil nelle piazze italiane contro la manovra che oggi andrà in Aula al Senato. Cortei ovunque (si contano ben cento città) con scioperi di ben otto ore. A Roma si terrà il comizio conclusivo di Susanna Camusso, leader del sindacato Cgil, al quale […]

L’Italia, quella degli onesti lavoratori, non ci sta e protesta con la Cgil nelle piazze italiane contro la manovra che oggi andrà in Aula al Senato.

Cortei ovunque (si contano ben cento città) con scioperi di ben otto ore. A Roma si terrà il comizio conclusivo di Susanna Camusso, leader del sindacato Cgil, al quale parteciperanno attivamente anche Partito Democratico e l’Italia dei Valori contro quella che è stata definita “una manovra dai tratti profondamente iniqui e aggravata” che ha lo scopo di abolire il contratto nazionale, lo Statuto dei Lavoratori e i diritti di questi ultimi. Ieri c’è stato addirittura un richiamo del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in merito alla deroga dell’art. 18 che sosterrebbe il “licenziamento facile“: “Si è ancora in tempo per rafforzare la credibilità”, ha tuonato ma niente per il momento sembra cambiare. Dopo l’approvazione in Commissione Bilancio della manovra bis, la Cgil è stata la prima a puntare i piedi e a rivendicare un’altra manovra “dal segno diverso, pagata da chi più ha e non ha mai pagato“.

Si tratta del quinto sciopero generale nel corso di questa legislatura, il secondo per Susanna Camusso che sottolinea: “Oggi siamo di fronte ad un Governo che, basando il suo potere sui privilegi, non è in grado di affrontare i veri nodi dei tagli al costo della politica. Tutto quello che si sta facendo e tutto quello che non si fa è il frutto della mancanza complessiva di un progetto per il paese, anche mantenere la tassa di solidarietà per i parlamentari testimonia il fatto che non si vuole mettere mano ai loro redditi e ai loro vitalizi, se ne vuole ridurre il numero, ma non i privilegi. Non si fa quello che si potrebbe fare e si scaricano tutti i pesi sulla periferia e sui futuri governi. Le scelte demagogiche in riferimento ai tagli dei piccoli comuni e delle province che oggi non aggiungono una risorsa al paese, perché bisognerà aspettare la fine di tutte le singole legislature per vederne gli effetti. Sicuramente vale il principio che è indispensabile sciogliere, il prima possibile, le società inutili che amministrazioni locali e regionali hanno istituto, ma il Governo dovrebbe per primo dare un esempio, incominciando da Difesa Spa e da Protezione Civile Spa, e tagliando sui quattro miliardi di consulenze spese dai Ministeri”. Il timore è quello di future manovre ben più dannose di questa.

Il sindacato, insomma, propone una manovra alternativa incentrata su un piano strutturale di lotta all’evasione fiscale e al sommerso. Un’imposta straordinaria sui grandi immobili il cui valore patrimoniale, al netto dei mutui, superi la soglia degli 800.000 euro con aliquota fissa dell’1% nel 2012 dal gettito potenziale di 12 miliardi di euro; un’imposta ordinaria sulle grandi ricchezze pagata solo sulla quota che eccede gli 800.ooo euro che porterebbe nelle casse dello Stato circa 15 miliardi ogni anno.

Pierluigi Bersani si schiera dalla parte della Camusso: “Certo, ci sarò, ci saremo con tutti quelli che contrastano questa manovra“.

Foto|Google

G.Legge

fsfrau
  • Facebook
  • Twitter
  • Google+
  • Pinterest

Commenta con i tuoi amici su Facebook

Leave A Response